L’AFRICA, PROSSIMA FRONTIERA DELLA DELOCALIZZAZIONE

Paesaggio africano

Mario Moletti Polegato è considerato il teorizzatore per eccellenza della delocalizzazione. Il patron della Geox sostiene da anni che lo spostamento della produzione fuori dai confini nazionali non debba necessariamente essere dettato dall’emergenza, ma possa costituire una costante delle politiche industriali. Già nel febbraio 2004 spiegava: “Qui, in Italia, la creatività, l’organizzazione della produzione, il marketing; fuori, dove la manodopera costa meno, la produzione”. E infatti le scarpe Geox sono fabbricate in Romania, in veri e propri distretti industriali organizzati ad hoc da Moretti Polegato. Tuttavia anche la geografia della delocalizzazione muta rapidamente.

Addio Est Europa
In un’intervista al Corriere della Sera dello scorso 5 novembre, Moretti Polegato analizza i cambiamenti in atto ed indica la strada da percorrere per tutti i ‘delocalizzatori’. L’Europa Orientale è sempre meno terra di conquista. “L’Est Europeo sta spegnendo il suo potere magnetico verso le imprese occidentali. Da questi Paesi se ne stanno andando sempre più aziende straniere. Il fatto è che il tempo ha compiuto il suo corso: parliamo ormai di aree del mondo evolute e con il Pil in crescita. Piuttosto che fare gli operai in Romania, vista anche l’apertura delle frontiere, molti preferiscono venire in Italia e guadagnare di più”. Emerge quindi un dogma incontrovertibile della delocalizzazione: più un Paese cresce economicamente e meno conviene investirci.

Direzione Africa
Verrebbe quindi da pensare alla Cina come alternativa. Moretti Polegato non è però di quest’opinione. “Sembrerà strano, ma anche in Cina si inizia a far fatica a trovare lavoratori per le aziende estere. Qui le cause sono diverse, ma fra queste pesano i crescenti incentivi del governo per il rilancio dell’attività agricola. Gli operai lasciano le città per tornare nelle campagne”. Bisogna quindi dirigersi altrove, magari verso zone poco inflazionate. La sorpresa è dietro l’angolo ed è rappresentata dal continente africano. “Non mi stupirei affatto se entro qualche anno ci fosse un’esplosione di investimenti europei in Africa; e non soltanto sulle coste tunisine o marocchine. Ci sono grandissime aree più a sud, a due ore di volo da Roma, in cui le possibilità di industrializzazione si stanno davvero concretizzando”. Gli ostacoli climatici non costituirebbero certo un impedimento per un pioniere come Moretti Polegato. “Il problema climatico oggi si può superare abbastanza agevolmente. Con l’insolazione che c’è in quelle terre basta installare un numero discreto di superfici fotovoltaiche per ottenere energia sufficiente a refrigerare capannoni e uffici, oltre che per far funzionare gli impianti”. Benvenuti all’ ultima frontiera della delocalizzazione.

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