Si parte per L’Isola dei Delocalizzati

Ho letto che c’è chi vorrebbe boicottare le aziende che delocalizzano, che lasciano l’Italia e investono all’estero. E ho letto una risposta di un lettore, che diceva “l’idea è moralmente buona, ma praticamente inapplicabile. Perché ormai delocalizzano tutti”. Ma chi sono questi tutti?

Chi delocalizza?
È proprio questa la domanda a cui il nostro blog vuole dare una risposta. Chi è che delocalizza? Perché ci sono vari modi per delocalizzare. Chiudere un’azienda in Italia con l’obiettivo di aprirne una in Romania, Polonia o Cina. Ma anche aprirne una in Serbia e poi, dopo anni, chiudere l’italiana. E pure minacciare i dipendenti di delocalizzare se non accetteranno condizioni di lavoro peggiori rientra nello schema.

Questo blog vuol essere solo uno strumento di informazione sulle delocalizzazioni. Nella sezione Categorie, appariranno i nomi delle società che hanno delocalizzato di cui abbiamo già scritto. Aggiorneremo l’elenco e le informazioni continuamente, anche con le storie ormai passate. E seguiremo i fatti attuali, specie in questo momento di crisi, parola spesso usata solo per giustificare la voglia di qualche imprenditore di guadagnare di più pagando di meno i lavoratori.

Un blog in stile giornalistico (ma non un giornale)
Cosa vorrete farne di queste informazioni sarà una vostra scelta. Noi, il sottoscritto e Gennaro Barbieri, vogliamo anche sul blog rispettare il nostro lavoro. Siamo giornalisti, perciò la verità prima di tutto. Ma siamo in due, non in quaranta. Abbiate quindi pazienza se non saremo sempre tempestivi. E, comunque, questo è un blog, aggiornato senza continuità, non un quotidiano.

Un omaggio all’Isola dei Cassintegrati
Il nome, invece, è ispirato all’esperienza dell’Asinara. Oggi è su tutti i giornali, magari quando rileggeremo questo post tra un anno o due, sperando che il blog sia ancora attivo, nessuno si ricorderà. Mentre iniziava l’ennesima edizione del reality show L’Isola dei Famosi, un gruppo di operai in cassa integrazione si è rinchiuso nell’ex carcere per dare vita all’Isola dei Cassintegrati.

Lavorano per la Vynils, un’azienda chimica, in questo momento in amministrazione controllata, e per una possibile soluzione sono in trattative l’Eni e la Ramco del Qatar, ma ancora non si hanno certezze. Chiedono rispetto, ma soprattutto di essere ascoltati dai media. Per 50 giorni hanno occupato la torre aragonese di Porto Torres e nessuno li ha intervistati. Perciò questo è un omaggio a loro, con la speranza di poter ascoltare e raccontare la storia di altri lavoratori, anch’essi col rischio di rimanere senza lavoro.

Mandateci pure proposte, consigli, idee. Se volete scrivere, scrivete anche degli articoli, se sono coincisi, e con i numeri e le informazioni controllate e confermate. Le supposizioni e i commenti… bè, quelli sono compito dei lettori.

Buona lettura a tutti

Riccardo Bianchi

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